A partire da lunedì l’ufficio di assistenza protesica dell’Asl di via Monginevro sarà vietato ai disabili e soprattutto ad un dipendente, Simone Stara, costretto su una carrozzina. L’Asl ha deciso di spostare nel seminterrato alcuni uffici, tra cui quello in cui Simone lavora come coadiutore al servizio protesico. L’unico modo per un disabile di raggiungere il seminterrato sarebbe l’ascensore ma il condizionale è d’obbligo visto che le carrozzine non riescono ad entrarvi. Questo nonostante le normative, in caso di realizzazione di nuovi locali, prescrivano l’obbligo di garantire l’accessibilità. <Da domani inizierà il trasloco nei nuovi spazi – spiega Simone – e da lunedì non potrò più raggiungere il mio posto di lavoro>.
Quando Simone ha chiesto delucidazioni gli è stato risposto che avrebbe potuto accedere dal passo carraio. Peccato che la rampa che porta nel cortile e quindi negli uffici abbia una pendenza del 20%. Un suicidio in discesa e un’impresa impossibile in salita. In un secondo tempo gli è stato prospettato un trasferimento in via Farinelli, dove peraltro non esiste uno sportello nel quale offrire le proprie competenze.
Del caso se ne sta occupando la Consulta per le persone in difficoltà. <Diciamo no al trasferimento degli uffici se non è garantita l’accessibilità – tuona Giovanni Ferrero, direttore della Cpd – l’Asl fa le pulci agli altri quando non la garantiscono e poi cade nello stesso errore. Sono stati spesi 120mila euro per rifare i tre bagni quando ne sarebbero bastati appena 30mila per portare l’elevatore già esistente al piano seminterrato. E’ paradossale che uno sportello dedicato ai disabili sia a loro inaccessibile>. Alla serie di paradossi se ne aggiunge un ultimo. Fino a gennaio di quest’anno l’ufficio in questione si trovava in via San Marino, in una sede completamente e facilmente accessibile.
Alessandro Porro
