Archivio per novembre, 2011

novembre 23, 2011

Il Comune investe 381mila euro per il rilancio del commercio

Il Comune riaccende le luci di Natale nelle circoscrizioni grazie agli interventi approvati ieri dalla giunta su impulso dell’assessore al Commercio Giuliana Tedesco. Dei 381mila euro provenienti dagli oneri aggiuntivi al commercio 30mila verranno destinati alle circoscrizioni Quattro, Cinque, Sei, Sette, Nove e Dieci – dalle quali nelle ultime settimane si era levato il grido di dolore per l’impossibilità di finanziare le tradizionali luminarie – per iniziative di promozione commerciale presentate dalle associazioni di via.

<Il provvedimento conferma la volontà dell’amministrazione di sostenere le attività commerciali cittadine, con particolare attenzione alle periferie e alle zone critiche – commenta l’assessore – all’attività di contrasto della criminalità si sommano iniziative che hanno come obiettivo la riqualificazione commerciale>. E prova ne è il fatto che 300mila euro verranno concentrati sull’area dei portici di via Nizza. Una prima tranche da 150mila euro verrà destinata alle opere di manutenzione del sottoportico, la seconda invece servirà da cofinanziamento per gli esercizi commerciali per interventi sui manufatti esterni dei negozi.

Il rilancio del tessuto commerciale del primo tratto di via Nizza passerà anche dalle iniziative che l’associazione Via Nizza Viva sta organizzando con la collaborazione di Comune, circoscrizione Otto e Agenzia di Sviluppo di San Salvario. Domenica 27 novembre un mercato artigianale e alimentare di qualità proverà a riportare i torinesi in una zona spesso evitata. Sabato 10 e 17 dicembre saranno invece dedicati al tema del riuso con i mercatini allestiti da Manamanà e Laqup a contorno dei quali sono previsti concerti, canti e balli popolari. L’obiettivo di lungo periodo è quello di tramutare questi eventi in appuntamenti periodici.

novembre 19, 2011

L’ex Isvor arriva davanti al Consiglio di Stato

La questione ex Isvor approda al Consiglio di Stato e il comitato di residenti è pronto a nuove battaglie legali per scongiurare la costruzione del complesso residenziale che dovrebbe sorgere sulle ceneri della prima fabbrica Fiat. Su un altro versante Comune e circoscrizione Otto stanno cercando una mediazione con la proprietà per risolvere il nodo dell’asilo nido, scomparso dai progetti.

Dopo il ricorso al Tar, poi respinto, i residenti che danni lottano contro il progetto Isvor tentano la carta del Consiglio di Stato. Il ricorso è stato presentato questa settimana e la pronuncia dei giudici è prevista per febbraio. Nel caso anche il Consiglio dovesse rigettare le richieste dei residenti il comitato tenterà altre strade. <Abbiamo presentato ricorso che si basa sulla contestazione della sentenza del Tar laddove parla di usucapione di via Chiabrera – spiegano dal comitato – la strada è stata praticamente regalata dal Comune ad un privato perché non esistono atti di cessione, si tratta di un collegamento fondamentale per il quartiere perché potrebbe alleggerire il traffico. Nel caso dovessero respingere il ricorso ci rivolgeremo alla Corte dei conti e non è da escludere una causa contro il Comune>.

Nelle stesse ore l’Isvor è stata oggetto anche di un incontro tra il Comune e la circoscrizione Otto. Sul tavolo la questione dell’asilo – una delle opere a scomputo insieme alla piazza pubblica ed al parcheggio previste come compensazione per il territorio – scomparso dal progetto definitivo. Il presidente Levi ha ribadito all’assessore all’Urbanistica Ilda Curti l’importanza dell’asilo per la circoscrizione. <L’asilo è fondamentale per la circoscrizione ed è previsto da una delibera comunale – spiega il presidente – ho spiegato all’assessore che l’asilo deve per forza essere all’interno dell’ex Isvor perché non esistono altri posti. Il Comune è d’accordo con noi in questo e cercherà di approfondire la questione con la proprietà>.

novembre 18, 2011

Torino: desertificazione commerciale piazza Cln

E’ questione di un mese, poi le saracinesche si abbasseranno per sempre anche sugli ultimi esercizi commerciali del lato ovest di piazza Cln. Negozi storici, alcuni con oltre mezzo secolo di vita, non potranno fare altro che chiudere condividendo la sorte della banca chiusa ormai da dieci anni, di un bar chiuso da poco meno e del negozio Plaisir che ha cessato l’attività soltanto da pochi mesi. Qui la desertificazione commerciale e la crisi economica c’entrano poco o nulla. L’intero immobile è stato infatti affidato dall’Inps al Fip, un fondo immobiliare che da poco lo ha venduto al gruppo Giordano Vini.

I contratti di locazione sono stati lasciati scadere e il nuovo proprietario ha messo gli esercenti davanti a un aut aut, acquistare o lasciare i locali commerciali. <Non hanno voluto saperne di continuare con l’affitto – rivela un commerciante che preferisce restare anonimo – il prezzo richiesto  di 18mila euro al metro quadro, una cifra impossibile>.

Nessuno sa con certezza che ne sarà dell’immobile e dei suoi locali commerciali ma in molti pensano che si voglia seguire l’esempio del vicino albergo Nazionale le cui camere sono state trasformate in alloggi di lusso. A non volersi rassegnare al triste spettacolo delle serrande abbassate e dei negozi vuoti è la consigliera comunale del Pdl, Paola Ambrogio che ha presentato un’interpellanza. <L’abbandono di piazza Cln ha assunto proporzioni preoccupanti – afferma – numerose vetrine sono vuote e l’area inizia a risentire di un crescente degrado. Oltre ai provvedimenti di lungo periodo abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di valutare soluzioni tampone che riqualifichino ed abbelliscano l’area almeno nel periodo delle festività natalizie>. Il Comune non sembra essere insensibile all’argomento tanto che l’assessorato al Commercio avrebbe intavolato, proprio in questi giorni, una trattativa con i nuovi proprietari in un estremo tentativo di moral suasion per individuare soluzioni condivise che non penalizzino  i commercianti.

novembre 7, 2011

Pericolo scampato?

La paura è passata. Torino ha vissuto con il fiato sospeso la piena del Po e dei suoi affluenti, giunta al culmine nella notte. La memoria è subito corsa al 2000 ed al tragico 1994 quando in Piemonte l’alluvione seminò panico, morte e distruzione.

La fresca esperienza di Genova ha fatto scuola. Fassino, Cota e Saitta non hanno seguito l’esempio della Vincenzi, non ci hanno pensato due volte. Hanno chiuso le scuole, le università e hanno invitato i cittadini a non uscire di casa se non per questioni di vita. I sindacati si sono messi una mano sulla coscienza e hanno revocato uno sciopero che sarebbe risultato più che mai fastidioso. Nonostante gli inviti molti torinesi hanno sfidato la pioggia e si sono soffermati vicino ai ponti per ammirare impotenti la furia degli elementi.

Già stamattina i fiumi si sono sgonfiati, la pioggia si è attenuata ma la città si è risvegliata come se fosse in anestesia. Pochissimi veicoli, ancora tanti ombrelli vicino ai fiumi – spesso anche troppo vicino – un’atmosfera da domenica ben lontana dalla frenesia della città che riprende vita dopo il weekend.

La macchina della sicurezza ha funzionato. O forse ha funzionato l’eccesso di sicurezza, quello che è mancato a Genova. Quando la Dora era ancora lontana da una possibile esondazione si è deciso di evacuare, razionalmente, l’ospedale Amedeo di Savoia. In tarda serata 94 famiglie sono state evacuate dal Fioccardo, una di quelle zone dove in passato si è edificato senza troppo pensare all’ingombrante presenza del Po a pochi metri di distanza. Qui, nel 2000, l’intero quartiere finì sommerso da un fiume di acqua e fango. In dieci anni non si è fatto molto se non costruire una pista ciclabile che termina nel nulla. Ragione per cui il comitato di cittadini e la circoscrizione faranno pressing sul Comune per rispolverare il vecchio progetto di protezione e messa in sicurezza delle sponde.

Da domani si torna nuovamente alla normalità ma sempre con un occhio alle previsioni che promettono una nuova finestra di maltempo. Dopo, con calma, sarebbe il caso di ragionare sul territorio e sulla sua gestione.

novembre 3, 2011

Torino: Paratissima e “POII”?

 

 

 

Cinquecento artisti e giovani creativi, 200 performance artistiche e altrettante location sparse tra le case, i cortili, le botteghe, i negozi e le strade di San Salvario. E’ tornata anche quest’anno Paratissima, l’evento off di Artissima che per cinque giorni trasformerà il quartiere di San Salvario in una galleria d’arte a cielo aperto.

La kermesse si è aperta nel primo pomeriggio di ieri con l’evento “The time identify of Mole” che ha visto l’artista Enzo Mastrangelo arrampicarsi sulla Mole Antonelliana per tracciare lungo un telo una linea e ottenerne il ricalco. Telo che rappresenta il primo ritratto di un monumento e che rimarrà esposto fino a domenica. Un avvio spettacolare perfettamente in linea con lo spirito di Paratissima come ha sottolineato l’assessore alla Cultura della Regione, Michele Coppola. <Un inizio ad effetto, in sintonia con l’anima di Paratissima, fresca, giovane, fuori dagli schemi – afferma – è un bel segnale che Paratissima inizi a contaminare tutta la città partendo dal suo simbolo. Che sia di buon auspicio per una continua crescita in altri quartieri della città magari anche in periferia come ad esempio Barriera di Milano>.

Il tema di quest’anno è “POII” ovvero una riflessione sulle sorti e le strade dell’arte e della creatività nel prossimo futuro.

La rassegna ha vissuto un secondo momento inaugurale ieri alle 18 all’interno dell’ex biglietteria di Porta Nuova, trasformata per l’occasione in spazio espositivo. Tra gli artisti anche l’ex letterina di Passaparola, Ludmilla Radchenko con l’opera “Il mondo alla frutta”. Tante le sezioni in cui si articolerà la kermesse. Da Parafumetto a Paraphotò passando per Paragioiello, Parafashion e Parakids, quest’ultima dedicata ai più piccoli. Novità dell’edizione 2011 sarà Paradesing, sezione dedicata alla creatività nel mondo del design industriale. La musica sarà protagonista di Paralive che vedrà i balconi e le fermate della metropolitana trasformarsi in palcoscenici e dj set.

Altra novità il premio “Toro di latta”. Una giuria selezionerà 21 artisti che parteciperanno nel corso dell’anno a mostre collettive organizzate dalla direzione artistica di Paratissima. Il vincitore avrà la possibilità di realizzare una mostra personale.

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